METODOLOGIA HVSR (RAPPORTI SPETTRALI)

Tale tecnica costituisce una parte importante nella valutazione del rischio sismico di un determinato sito perché permette di calcolarne la frequenza fondamentale o frequenza di risonanza.

La frequenza caratteristica di risonanza di un sito rappresenta un parametro fondamentale per il corretto dimensionamento degli edifici in termini di risposta sismica locale. Si dovranno quindi adottare adeguate precauzioni nell’edificare edifici aventi la medesima frequenza di vibrazione del terreno per evitare effetti di “doppia risonanza”, estremamente pericolosi.

La frequenza fondamentale di risonanza di un edificio può essere misurata eseguendo le misurazioni all’interno dello stesso. In seguito sarà possibile confrontarla con quella del terreno su cui sorge per comprendere al meglio il rischio sismico a cui è sottoposto l’edificio in caso di sisma. Infatti la pericolosità è dovute per l’effetto della doppia risonanza terreno – struttura (esistente o di progetto) laddove risultino coerenti i valori della frequenza di sito e quelli della struttura in analisi, per la quale il periodo fondamentale, se non direttamente misurato, può essere preliminarmente stimato dalla relazione:

Ted ≈ Ch3/4 ≈ n/10

dove: Ted è il periodo dell’edificio, h è la sua altezza ed n è il numero di piani; mentre il parametro C = 0,050 (edifici in muratura, C= 0.075 (edifici in muratura e calcestruzzo, C= 0.085 (edifici a telaio in calcestruzzo).

Le vibrazioni sismiche ambientali (rumore sismico) sono onde sismiche di bassa energia con ampiezze dell’ordine di 10^-4 – 10^-2 mm (Okada, 2003). In riferimento al contenuto in frequenza, il rumore sismico è anche chiamato microtremore se contiene alte frequenze (in genere maggiori di 0.5 Hz) e microsisma per basse frequenze. Per quanto riguarda l’origine del rumore sismico, è certo che le sorgenti dei microsismi sono le perturbazioni atmosferiche sugli oceani che si propagano come onde superficiali sui continenti, mentre le sorgenti dei microtremori sono le attività antropiche come il traffico veicolare, le attività industriali etc. e si propagano come onde superficiali di Rayleigh. Le misure puntuali di rumore sismico possono essere utilizzate per la stima sia degli effetti di sito (funzione di amplificazione), sia degli effetti sulle costruzioni nel rispetto della normativa che ne stabilisce la soglia massima (UNI9916).

In relazione agli effetti di sito, l’analisi delle misure di rumore sismico può essere condotta con tre metodi:

  • Spettri di Fourier
  • Rapporti spettrali
  • Rapporti spettrali H/V

Tra questi quello che sembra fornire i risultati migliori è quello dei Rapporti spettrali H/V noto anche come metodo HVSR (Horizontal to Vertical Spectral Ratio) o metodo di Nakamura .

La tecnica dei rapporti spettrali H/V consiste nel calcolo del rapporto degli spettri di Fourier del rumore nel piano orizzontale H (generalmente lo spettro H viene calcolato come media degli spettri di Fourier delle componenti orizzontali NS ed EW ) e della componente verticale V. Il metodo è applicabile alle misure di rumore registrate in una singola stazione posta su sedimenti.Il metodo è stato introdotto da scienziati giapponesi agli inizi degli anni ’70, tra i quali Nogoshi e Igarashi (1971) e Shiono et al. (1979), che indagarono sul significato fisico del rapporto H/V e mostrarono la sua relazione diretta con la curva di ellitticità delle onde di Rayleigh. Essi conclusero che il picco massimo di ampiezza si verifica alla frequenza di risonanza fondamentale della copertura di terreni. Nel 1989, Nakamura propose in inglese il rapporto H/V come stima affidabile della funzione di trasferimento delle onde S per un dato sito. Le argomentazioni usate da Nakamura sono estremamente qualitative e si basano sull’ipotesi che i microtremori siano originati da sorgenti molto locali, come il traffico vicino al sismometro, e siano onde di Rayleigh che si propagano in un solo strato su un semispazio. Tale tecnica, ampiamente utilizzata da anni nel settore sismologico, di recente viene sempre più impiegata in campo geotecnico / ingegneristico per derivare i seguenti parametri :

  • la frequenza fondamentale di risonanza Fo dei terreni presenti nel sottosuolo;
  • la stima del profilo del terreno in termini delle velocità Vs e Vp e della densità e quindi delle velocità Vs nei primi 30 m (ed oltre) dal piano campagna , attraverso opportuni metodi di inversione
  • la frequenza fondamentale di risonanza di un edificio e i relativi modi di vibrare

ALPOGEO ha in dotazione un sismografo triassiale con scheda A/D 24 bit e sensori da 2 Hz

HVSR1

Metodologia M.A.S.W. (Multichannel Analysis of Surface Waves)

L’utilizzo di questa nuova tecnica di indagine geotecnica-sismica è cresciuto notevolmente negli ultimi anni. L’impiego della metodologia MASW sopperisce all’esigenza di avere a disposizione una tecnica relativamente semplice da usare, che sia adeguatamente accurata e risolva alcune delle problematiche insite nelle tecniche di indagine alternative. Con questa tecnica studiata ad hoc, si identificano le caratteristiche dinamiche dei suoli, il profilo di velocità delle onde di taglio Vs, al fine di progettare e/o prevedere il comportamento delle opere soggette ad azioni dinamiche (sisma, vento, vibrazioni,esplosioni,etc.).

Lo scopo dell’ indagine MASW è quello di determinare le Vs30 per definire la classificazione sismica del suolo per il calcolo dell’azione sismica di progetto in ottemperanza alle normativa sismica in vigore.

l metodo MASW è una tecnica di indagine non invasiva che consente la definizione del profilo di velocità delle onde di taglio verticali Vs, basandosi sulla misura delle onde superficiali fatta in corrispondenza di diversi sensori posti sulla superficie del suolo. Il contributo predominante alle onde superficiali è dato dalle onde di Rayleigh, che si trasmettono con una velocità correlata alla rigidezza della porzione di terreno interessata dalla propagazione delle onde. In un mezzo stratificato le onde di Rayleigh sono dispersive, cioè onde con diverse lunghezze d’onda si propagano con diverse velocità di fase e velocità di gruppo o detto in maniera equivalente la velocità di fase (o di gruppo) apparente delle onde di Rayleigh dipende dalla frequenza di propagazione, cioè sono onde la cui velocità dipende dalla frequenza.

Il metodo MASW utilizzato è di tipo attivo in quanto le onde superficiali sono generate sulla superficie del suolo (tramite energizzazione con mazza battente in asse con l’array) e misurate da uno stendimento lineare di sensori. Il metodo attivo consente di ottenere una velocità di fase (curva di dispersione) sperimentale apparente nel range di frequenze compreso tra 5-10 Hz e 70-100 Hz, quindi fornisce informazioni sulla parte più superficiale del suolo (generalmente compresa nei primi 30-50 m), in funzione della rigidezza del suolo e delle caratteristiche della sorgente.

I fondamenti teorici del metodo MASW fanno riferimento ad un semispazio stratificato con strati paralleli ed orizzontali , quindi una limitazione alla sua applicabilità potrebbe essere rappresentata dalla presenza di pendenze significative superiori a 20°, sia della topografia sia delle diverse discontinuità elastiche.

La metodologia usata consiste in tre fasi:

       Calcolo della curva di dispersione sperimentale dal campo di moto acquisito nel dominio spazio-tempo lungo lo stendimento, energizzando di norma alternativamente ai due estremi dell’array;

       Calcolo della curva di dispersione apparente numerica mediante il metodo di ROMA (2001);

       Calcolo della curva di dispersione effettiva numerica mediante il metodo Lai-Rix (1998);

       Individuazione del profilo di velocità delle onde di taglio verticali VSV mediante la modifica opportuna dello spessore h, delle velocità delle onde VS e VP (o in alternativa del coefficiente di Poisson), della densità di massa degli strati che costituiscono il sottosuolo, fino a raggiungere un “fitting” ottimale tra la curva di dispersione sperimentale e quella numerica corrispondente al modello di suolo assegnato; l’affidabilità del profilo di velocità VS trovato mediante il processo di inversione è valutata tramite la definizione dell’errore relativo tra le due curve.

MASW

METODOLOGIA Re.Mi, (Refraction Microtremors)

La tecnica di analisi del sottosuolo mediante l’uso dei microtremori prende origine dagli studi e dalle sperimentazioni condotte da J.Louie presso la Nevada University. Il software commerciale (ReMi®) in uso da ALPOGFEO che supporta questo tipo di elaborazione è stato prodotto dalla Optim LLC (Reno, Nevada, USA). L’analisi dei microtremori viene effettuata utilizzando la strumentazione classica per la prospezione sismica a rifrazione (a geofono singolo) disposta sul terreno con array lineare, da 12 a 48 geofoni; per ottenere una buona risoluzione in termine di frequenza, oltre ad utilizzare geofoni con bassa frequenza di risonanza (4-14 Hz raccomandati), è indispensabile allungare il tempo di registrazione (15-30s) rispetto alla sismica a rifrazione tradizionale. L’uso di un simografo digitale con elevata dinamica consente di dimezzare la frequenza utile campionabile rispetto a quella nominale dei geofoni impiegati. Si possono così registrare onde di superficie il cui contenuto in frequenza copre un range da 25-30Hz fino a 2 Hz che, in condizioni ottimali, offre una dettagliata ricostruzione dell’andamento delle Vs relativamente ai primi cento metri di profondità. L’elaborazione del segnale consiste nell’operare una trasformata bidimensionale “slowness-frequency”(p-f) che analizza l’energia di propagazione del rumore in entrambe le direzioni della linea sismica e nel rappresentarne lo spettro di potenza su un grafico p-f.

In questa immagine risaltano gli andamenti che possiedono sia una spiccata coerenza di fase che una potenza significativa, ed è possibile un riconoscimento visivo delle onde di Rayleigh, che hanno carattere dispersivo, da quelle riconducibili ad altri modi e tipi di onde (onde di Rayleigh di ordine superiore, onde di pressione, suono e rumore incoerente). A questo punto l’operatore, in maniera arbitraria ed in base all’esperienza, esegue un “picking” attribuendo ad un certo numero di punti una o più slowness (po 1/velocità di fase) per alcune frequenze. Tali valori vengono in seguito plottati su un diagramma periodo-velocità di fase per l’analisi della curva di dispersione e l’ottimizzazione di un modello diretto.

REMI

CENNI METODOLOGIE ESAC, SPAC, f-k (Del Moro G., 2012)

Si tratta sostanzialmente di metodi di sismica passiva che derivano dalla generalizzazione del metodo ReMi e forniscono informazioni sui livelli più profondi in quanto sensibili alle frequenza basse.

SPAC (Spatial Autocorrelation): in questo metodo si devono effettuare acquisizioni tramite array circolari; è una matodlogia poco utilizzata in quanto richiede innanzitutto grandi spazi (basti pensare ad array circolare con diametro non inferiore a 50 m)

ESAC (Extended Spatial Autocorrelation): In questo metodo i geofoni possono essere disposti secondo una geometria bidimensionale qualsiasi

f-K: trattasi di una variante del metodo ESAC da cui differisce in primis per la metodologia di elaborazione del segnale.