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Valutazione Impatto Ambientale

VAL IMPATT AMB

 

La valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura amministrativa di supporto per l'autorità decisionale finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dall'attuazione di un determinato progetto. La procedura di VIA è normata come strumento di supporto decisionale tecnico-amministrativo. Nella procedura di VIA la valutazione sulla compatibilità ambientale di un determinato progetto è svolta dalla pubblica amministrazione, che si basa sia sulle informazioni fornite dal proponente del progetto, sia sulla consulenza data da altre strutture della pubblica amministrazione, sia sulla partecipazione della gente e dei gruppi sociali.

In questo contesto con "impatto ambientale" si intende un effetto rilevante causato da un evento, un'azione o un comportamento sullo stato di qualità delle componenti ambientali, inteso sia come ambiente antropizzato, sia come ambiente naturale. Secondo la normativa comunitaria i progetti che possono avere un effetto rilevante sull'ambiente, inteso come ambiente naturale e ambiente antropizzato, devono essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale. La valutazione di impatto ambientale mostra quali modifiche di stato ambientale possono produrre le azioni e le pressioni antropiche, sia sull'ambiente antropizzato, sia sull'ambiente naturale. Nella VIA si cerca quindi di stimare quali sono gli impatti, cioè le modifiche, positive o negative, degli stati ambientali di fatto, indotti dall'attuazione di un determinato progetto. Un obiettivo importante delle procedure di VIA è quello di favorire la partecipazione della gente nei processi decisionali sull'approvazione dei progetti. Le norme che disciplinano la procedura VIA in Italia comprendono:

  • direttiva 85/337/CEE del 27 giugno 1985
  • d.P.C.M. 10 agosto 1988, n. 377 e s.m.
  • d.P.C.M. 27 dicembre 1988 e s.m.
  • l. 22 febbraio 1994, n. 146
  • direttiva 96/61/CE del 24 settembre 1996
  • direttiva 97/11/CE del 3 marzo 1996
  • l. 15 marzo 1997, n. 59
  • d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112
  • d.P.R. 2 settembre 1999, n. 348
  • direttiva 2003/35/CE del 26 maggio 2003
  • d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico sull'ambiente o Codice dell'ambiente)
  • d.P.C.M. 7 marzo 2007
  • d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, decreto di modifica e integrazione del Codice dell'ambiente (d.lgs. n. 152/2006)
  • d.lgs. 29 giugno 2010, n. 128, decreto di modifica e integrazione del Codice dell'ambiente (d.lgs. n. 152/2006)

La normativa italiana sulla VIA è particolarmente complessa ed articolata anche a scala regionale. La complessità della normativa è legata anche alla predisposizione di frequenti modifiche al Codice dell'ambiente, che prevedono spesso revisioni di parti significative dell'articolato sulla VIA. Questa complessità normativa è d'ostacolo all'efficacia ed all'efficienza delle procedure di VIA in Italia.

Elenco delle principali norme e provvedimenti.

  1. Legge Regionale 26.03.1999, n. 10;
  2. D.G.R. 308 del 10 febbraio 2009;
  3. D.G.R. 327 del 17 febbraio 2009;
  4. Circolare del Segretario Regionale all'Ambiente e Territorio e del Segretario Regionale alle Infrastrutture e Mobilità del 31 Ottobre 2008 - Disposizioni applicative in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ed Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). 

                                                  Settori di riferimento
SETTORE IDROELETTRICO
SETTORE FOTOVOLTAICO
 
INFRASTRUTTURE STRATEGICHE (STRADE, AUTOSTRADE,TRASPORTI PUBBLICI,?€?)
COMPATIBILITA' ED AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
INTERVENTI IDRAULICI
CAVE - MINIERE
DISCARICHE - IMPIANTI TRATTAMENTO RIFIUTI  

SETTORE IDROELETTRICO

La valutazione d'impatto ambientale comprende, secondo le disposizioni normative italiane:
a) lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità (screening);
b) la definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale(scoping);
c) la presentazione e la pubblicazione del progetto;
d) lo svolgimento di consultazioni;
e) la valutazione dello studio ambientale e degli esiti delle consultazioni;
f) la decisione;
g) l'informazione sulla decisione;
h) il monitoraggio ambientale.

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è un processo finalizzato ad integrare considerazioni di natura ambientale nei piani e nei programmi, per migliorare la qualità decisionale complessiva. In particolare l'obiettivo principale della VAS è valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi, prima della loro approvazione (ex ante), durante ed al termine del loro periodo di validità (in-itinere, ex post). Ciò serve soprattutto a sopperire alle mancanze di altre procedure parziali di valutazione ambientale, introducendo l'esame degli aspetti ambientali già nella fase strategica. Altri obiettivi della VAS riguardano sia il miglioramento dell'informazione della gente sia la promozione della partecipazione pubblica nei processi di pianificazione-programmazione.

In linea generale il processo di VAS precede, ma non necessariamente determina, una procedura di VIA. Le due tipologie di valutazione agiscono in due fasi diverse su due oggetti diversi, con finalità diverse complementari; mentre la VAS è una procedura che agisce per valutare gli effetti ambientali prodotti da piani o programmi (i determinanti, le pressioni e le risposte ambientali soprattutto), la VIA è una procedura che agisce per valutare gli impatti ambientali (cioè le variazioni di stato delle componenti ambientali) causati da progetti od opere. Ciò significa che la valutazione degli effetti ambientali deve fluire in tutti i passaggi della pianificazione-progettazione. Sotto un profilo giuridico il principio guida della VAS è quello di precauzione, che consiste nell’integrazione dell’interesse ambientale rispetto agli altri interessi (tipicamente socio-economici) che determinano piani e politiche. Il principio guida della VIA è invece quello, più immediatamente funzionale, della prevenzione del danno ambientale. Sulla base di questa distinzione di principi si comprende come mai la VAS venga talvolta definita come processo, mentre la VIA è definita come procedura, con soggetti, fasi e casistiche di esiti definibili molto più rigidamente. Le procedure di VIA in Italia sono a tutti gli effetti strumenti di tipo comando-controllo; con approccio analogo in Italia si sono istituite anche le procedure di Autorizzazione Integrata Ambientale e di Valutazione d'incidenza ambientale. Le procedure basate sull’approccio del comando-controllo sono fondamentali ed insostituibili, ma nei casi decisionali più complessi hanno molte limitazioni. È impossibile governare la complessità ambientale solo con approcci comando-controllo, soprattutto perché al crescere del numero e della complessità degli interventi e delle richieste di sviluppo aumentano a dismisura sia i carichi di lavoro degli enti pubblici sia la discrezionalità decisionale sia i rischi di errori gravi nella valutazione. I progetti sottoposti a VIA singolarmente presi di solito sono ambientalmente compatibili, ma quando si sommano molti progetti ed istanze sullo stesso territorio allora si possono creare squilibri molto significativi. In pratica le procedure comando-controllo come la VIA da sole non bastano, non colgono la complessità territoriale, non riescono ad essere abbastanza efficienti ed efficaci. I problemi delle procedure comando-controllo in Italia sono aggravati dalla complessità del quadro legislativo ambientale, spesso difficile da applicare. Per superare queste difficoltà servono strumenti strategici di supporto decisionale, come le VAS. Il processo di VAS in Italia, a differenza di altri Stati europei, è spesso interpretata come fosse una procedura comando-controllo e non tanto come uno strumento di supporto decisionale strategico: in pratica la VAS è spesso erroneamente considerata come fosse una “grande VIA”. Questa interpretazione, causata anche dalla confusione delle norme italiane, non coglie le differenti possibilità offerte della Direttiva europea sulla VAS, complica le burocrazie e rischia d'inficiare le finalità di supporto decisionale proprie della procedura. La sentenza del Consiglio di Stato italiano del 12 gennaio 2011 n. 133, intervenendo sulla VAS di un piano urbanistico, ha di fatto rigettato il carattere comando-controllo delle procedure di VAS italiane, stabilendo che esse non devono costituire momento di controllo sull'attività di pianificazione e che le autorità procedente e competente devono collaborare tra loro per formulare piani o programmi attenti ai valori della sostenibilità e della compatibilità ambientale. In una corretta procedura di VAS l’autorità competente in materia ambientale dovrebbe essere molto vicina (o addirittura all’interno) all’ente che procede alla formazione/approvazione del piano/programma; in questo modo le due autorità possono collaborare meglio tra loro, fin dalle fasi iniziali di formazione dello strumento in valutazione. In questo caso ideale è molto rilevante il ruolo del monitoraggio degli effetti ambientali operato da un ente terzo (es. un’agenzia ambientale) rispetto alle autorità competente/procedente: il monitoraggio ambientale di un ente terzo è garanzia di veridicità degli effetti ambientali del piano/programma, periodicamente misurati nella loro realtà e rendicontati alla popolazione. Le procedure comando-controllo come la VIA possono essere strumentalmente molto utili a valle della VAS: un'opera rilevante prevista da un piano, prima di essere autorizzata definitivamente, può richiedere approfondimenti di valutazione. In questo caso la valutazione di compatibilità ambientale del progetto dev'essere svolta da un'amministrazione pubblica, indipendente rispetto al proponente, e deve produrre una decisione d'autorizzazione, un "comando" appunto, eventualmente comprensivo di prescrizioni, che poi dev'essere rispettato dal proponente e "controllato" dall'amministrazione pubblica.

Scopo, fasi e contenuti della VAS

La Direttiva sulla VAS si applica alla valutazione degli effetti ambientali di piani e programmi, non delle politiche, benché alcune delle politiche espresse nei piani vengano valutate e la procedura di VAS possa essere volontariamente applicata anche ad altri strumenti di governo territoriale contenenti politiche (ad es. linee guida). Un altro scopo fondamentale della VAS è promuovere la partecipazione sociale in materia di ambiente durante i processi di piano/programma, così da migliorare la qualità decisionale complessiva.

Il processo di VAS previsto nella normativa si basa sulle seguenti fasi:

  • Screening, verifica del fatto che un piano o programma ricada nell’ambito giuridico per il quale è prevista la VAS,
  • Scoping, definizione dell'ambito delle indagini necessarie per la valutazione,
  • Valutazione dei probabili effetti ambientali significativi, espressi anche attraverso l'uso di indicatori ambientali,
  • Monitoraggio degli effetti ambientali del piano o del programma,
  • Informazione e consultazione del pubblico e dei vari attori del processo decisionale, anche sulla base di tutte le valutazioni ambientali effettuate.

Strumenti fondamentali delle VAS sono i rapporti ambientali (preliminari all'approvazione degli strumenti di piano-programma, di monitoraggio in-itinere e di verifica ex post). I contenuti fondamentali dei rapporti ambientali elencati dalla normativa sono generici. Per rendere più sistematica la redazione di un rapporto ambientale i contenuti possono essere raggruppati nelle parti seguenti (Cagnoli, 2010).

  • Valutazione degli ambiti di riferimento. Questa prima parte del rapporto valuta le condizioni ambientali di riferimento per il piano-programma e, per il suo carattere di riferimento preliminare, dovrebbe essere scritto per primo. È addirittura possibile, anzi è auspicabile, redigere questa parte prima dell'elaborazione del piano-programma in valutazione. Una domanda fondamentale a cui dare risposta è: "Quali sono le questioni ambientali rilevanti, i fattori di forza, di debolezza, le opportunità, i rischi presenti nel territorio in valutazione?". Esempi di attività da effettuare per redigere questa parte potrebbero essere la revisione della documentazione rilevante esistente (piani precedenti, valutazioni ex ante, studi specifici sullo stato dell’ambiente, relazioni sull'ambientale, ecc.). Sono utili anche le interviste sulle condizioni ambientali con le autorità di gestione, i responsabili di progetti, le autorità ambientali, le Agenzie ambientali, gli esperti, gli esponenti di enti locali, ecc. (da definire in modo selettivo in modo da individuare gli attori significativi da intervistare in ogni contesto).
  • Valutazione di coerenza ambientale degli obiettivi di sviluppo. Questa parte mira a definire la coerenza tra gli obiettivi del piano-programma in valutazione e quelli definiti dalle politiche ambientali predefinite. I valutatori possono scrivere questo capitolo per secondo e possono affrontarlo anche se dispongono solo di elaborati di pianificazione-programmazione preliminari. Questo esame serve soprattutto per affrontare preventivamente e per gestire eventuali contrasti tra gli attori interessati al piano, prima che questi sfocino in conflitti sociali in materia di ambiente. Domande fondamentali a cui dare risposta sono: "Gli obiettivi del piano-programma in valutazione prendono in considerazione le questioni ambientali rilevanti? La strategia di sviluppo prevede obiettivi con situazioni reciproche di antagonismo o di sinergia? Gli obiettivi di sviluppo in valutazione in che misura sono coerenti con gli obiettivi ambientali prestabiliti? Quali sono i soggetti consultati nella procedura di VAS e in che modo si è tenuto conto nel piano dei risultati delle consultazioni?". Esempi di attività da effettuare nella redazione di questo capitolo sono: l'acquisizione di informazioni sui contenuti di piano, fin dalle fasi iniziali della sua formazione; contribuire alla definizione degli obiettivi di piano; l'individuazione di sotto-gruppi di attori da coinvolgere in virtù delle loro implicazioni ambientali significative; interviste con autorità e soggetti interessati al piano in grado di offrire prospettive aggiuntive o complementari.
  • Valutazione degli effetti ambientali indotti dal piano-programma. Questa valutazione è la più difficile, da completare dopo le altre, quando sono state bene individuate le azioni di piano, con le loro eventuali alternative. Essa mira a valutare gli effetti ambientali delle alternative di piano, stimati facendo ricorso ad analisi di scenario e ad indicatori ambientali. La Direttiva Europea parla di effetti ambientali in riferimento ad aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l'acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio. In molti Paesi europei l’ambito di attenzione è stato ulteriormente esteso includendo fattori economico-sociali della sostenibilità. La Direttiva Europea sulla VAS comunque non parla mai di "impatti" ambientali (intesi secondo lo schema DPSIR), come avviene invece nella Direttiva sulla VIA, ma solo di "effetti" ambientali. Tali effetti ambientali possono essere: i fattori determinanti (drivers), cioè le attività socio-economiche previste e significative per l'ambiente (come ad esempio il numero di abitanti presenti in un bacino, oppure l’estensione fisica di un insediamento); i fattori di pressione, cioè le azioni previste in grado di causare modifiche di stato delle componenti ambientali (come i prelievi di risorse naturali, di acqua o di ghiaia, le emissioni di inquinanti o i reflui scaricati in un fiume). In una VAS, considerato il livello generale delle scelte da valutare, difficilmente è possibile stimare le variazioni dello stato di qualità ambientale; cioè nella VAS spesso non è possibile prevedere gli "impatti" ambientali indotti (che invece sono l’obiettivo conoscitivo precipuo e fondamentale nelle procedure di VIA). Ciononostante la normativa italiana in materia di VAS parla spesso di "impatti", invece che di "effetti" ambientali, travisando quindi l'originaria impostazione della Direttiva Europea ed ingenerando confusione tra gli operatori del settore. Per valutare gli effetti ambientali è necessario studiare gli indicatori ambientali, selezionare gli interventi più rilevanti dal punto di vista ambientale, interagire con vari esperti e parti sociali per valutare ipotesi alternative, applicare modelli per prevedere gli effetti ambientali indotti.
  • Monitoraggio e controllo degli effetti ambientali indotti dal piano-programma. Questa parte è molto importante, ma nella pratica è spesso trascurata. Domanda fondamentale a cui dare risposta è: "Qual è il programma di monitoraggio degli effetti ambientali indotti?" È meglio parlare di "programma" e non di "piano" di monitoraggio, essendo un tipico elaborato programmatico, che elenca "cosa" monitorare, "quando", da parte di "chi", con "quali" risorse. Esempi d'attività da effettuare per la redazione di questo capitolo sono: definizione e revisione, nell’ambito del sistema complessivo di monitoraggio, degli indicatori di interesse; consultazioni con tecnici, amministrazioni, esponenti di associazioni, soggetti preposti alla gestione del sistema di monitoraggio ambientale per verificare la qualità degli indicatori; analisi del ciclo d'attuazione degli interventi per verificare il ruolo giocato dai vari soggetti.
  • Sintesi del rapporto ambientale scritta in linguaggio non tecnico. Questa parte del rapporto è richiesta espressamente dalla normativa e va sempre redatta; essa è essenziale per favorire la partecipazione della gente comune nel processo decisionale. Essendo una sintesi dei capitoli precedenti questa parte dev'essere scritta per ultima, ma può essere conveniente premetterla agli altri capitoli del rapporto. In pratica nella sintesi non tecnica sono riportate le domande più importanti circa gli effetti ambientali del piano/programma in valutazione, le questioni ambientali a cui comunque bisogna dare risposta. È utile verificare la facilità di trasmissione di questa parte; perciò il file relativo alla sintesi non tecnica non dovrebbe essere troppo pesante.

 

Azienda

Alpogeo

Scalzotto Dott. Geol. Matteo

UFFICIO: Roncà (VR) - Loc. Terrossa via Alpone, 7 cap 37030

Cell: 3382727007
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Dott.ssa Pozza Linda Cell. 3483132141

     

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