L’approvvigionamento idrico destinato al consumo umano, che in Italia è rappresentato quasi totalmente da risorse idriche sotterranee (RIS), sta diventando sempre più problematico, sia per la quantità che la qualità di tali risorse. L’Unione Europea, con direttive ed aiuti finanziari, obbliga i paesi aderenti a sensibilizzarsi sul fatto che l’acqua non è una risorsa inesauribile né a costo zero e che per procurarla e consumarla bisogna impiegare energie, opere ed investimenti. Non solo, l’acqua è una risorsa che và razionalizzata e soprattutto tutelata.

Ecco quindi che le direttive 91/271/Cee, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, e la 91/676/Cee, relativa alla protezione delle acque all’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole, sono state recepite dall’Italia con l’emanazione del Decreto Legislativo n° 152 del 03 aprile 2006. Questa legge, a tutela delle acque dall’inquinamento, indica che i metodi GNDCI-CNR e SINTACS rispondono pienamente agli indirizzi normativi, consentendone l’applicazione a scala regionale e locale. Questi metodi offrono alle amministrazioni territoriali, di ogni ordine, un validissimo strumento di conoscenza delle problematiche specifiche legate alle acque sotterranee e di pianificazione degli interventi a prevenzione e protezione del degrado qualitativo e quantitativo di questa primaria risorsa.

Questo importante strumento è la Carta della Vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento; a tal proposito si definisce la Vulnerabilità intrinseca o naturale degli acquiferi come la suscettibilità specifica dei sistemi acquiferi, nelle loro diverse parti componenti e nelle diverse situazioni geometriche ed idrodinamiche, ad ingerire e diffondere, anche mitigandone gli effetti, un inquinante fluido od idroveicolato tale da produrre impatto sulla qualità dell’acqua sotterranea, nello spazio e nel tempo (Civita, 1987). In questo sistema la vulnerabilità viene intesa come verticale e non si considera lo spostamento orizzontale del contaminante: in un certo senso quindi la sua definizione si deve considerare preventiva ai fini della pianificazione territoriale.

Prima della metà degli anni ’80 i metodi di valutazione e di rappresentazione si basavano sul metodo di zonazione per aree omogenee che considerava i soli parametri idrogeologici dell’acquifero. Solo successivamente vennero sviluppati modelli parametrici complessi a punteggi e pesi, come DRASTIC (1985), che valutano la vulnerabilità intrinseca degli acquiferi all’inquinamento basandosi su tutti i principali parametri che la determinano.

ALPOGEO attualmente utilizza il metodo S.I.N.T.A.C.S.

VULNERABILITA ACQUIFERI

IL MODELLO SINTACS

SINTACS R5 (Civita M. e De Maio M., 2000) è un sistema parametrico a punteggi e pesi (Point Court System Model = PCSM) che deriva dal metodo DRASTIC messo a punto da Aller et al. negli anni 1985-1987 per l’USEPA (United States Environment Protection Agency).

I sistemi a punteggi e pesi sono un’evoluzione dei sistemi a punteggio semplice che rispetto a quest’ultimi introducono una o più linee di pesi, cioè un moltiplicatore a gamma fissa per ciascun parametro di base considerato, che amplifica il punteggio attribuito al parametro stesso in maniera preordinata. Ciò allo scopo di evidenziare le zone con particolari situazioni idrogeologiche e/o d’impatto antropico.

Con DRASTIC la valutazione della vulnerabilità intrinseca è basata su tutti i principali parametri che la determinano e non solo su parametri idrogeologici come proponeva la metodologia sino ad allora applicata (zonazione per aree omogenee). Tuttavia, esso, dopo essere stato sperimentato anche in Italia, si è dimostrato di scarsa adattabilità a situazioni complesse ed a scale di restituzione cartografica operative, così che dal 1990 sono iniziate ricerche e sperimentazioni inizialmente allo scopo di perfezionare un nuovo metodo adattando DRASTIC e quindi calibrandolo e rendendolo facilmente applicabile al territorio italiano e al Bacino del Mediterraneo in genere. Tale metodo fu denominato appunto SINTACS.

Il nome SINTACS, come DRASTIC, è l’acronimo delle iniziali dei sette parametri dipendenti dalle caratteristiche idrogeologiche di un sito che si prendono in considerazione e che sono:

                Soggiacenza

                Infiltrazione efficace

                Effetto di autodepurazione del Non-saturo

                Tipologia della copertura

                Caratteristiche idrogeologiche dell’Acquifero

                Conducibilità idraulica dell’acquifero

                Acclività della Superficie topografica

Tali parametri devono essere definiti dall’operatore in maniera qualitativa e quantitativa e bisogna poi attribuire a ciascuno un punteggio compreso tra 1 e 10 utilizzando i grafici previsti che sono appositamente calibrati.

Ogni parametro viene poi moltiplicato per il rispettivo peso, cioè per un coefficiente variabile tra 1 e 5, allo scopo di enfatizzare in maniera differenziata ciascuno dei 7 parametri, a seconda dell’importanza che questo riveste nell’ambito di una determinata situazione idrogeologica e a seconda delle condizioni d’impatto antropico e di utilizzo del territorio; SINTACS propone 5 stringhe di pesi.

Una volta quantificati i 7 parametri in una scala di valori da 1 a 10 in base a criteri predefiniti, grazie all’aiuto dei grafici proposti e una volta definita una o più stringhe di pesi appropriate, si può ricavare un indice di vulnerabilità (ISINTACS) che si ottiene dalla sommatoria di ciascun parametro (P) moltiplicato per il rispettivo peso (W):

ISINTACS =  = SWS + IWI + NWN + TWT + AWA + CWC + SWS

Il valore così ottenuto, compreso tra 26 e 260, è definito “punteggio grezzo” (Fig. A) e va normalizzato mediante l’espressione

ISNO = ((ISgr – ISmin) / (ISmax – IS min)) x 100

in cui ISNO è l’indice normalizzato mentre ISMAX e ISMIN sono i valori massimo e minimo rispettivamente dell’Indice SINTACS grezzo, ossia 260 e 26. Da questa si ottiene un valore compreso tra 0 e 100 come si nota dalla figura B

L’intero intervallo di valori dell’Indice di vulnerabilità (grezzo e normalizzato) è stato suddiviso in 6 classi: Bb (bassissima), B (bassa), M (media), A (alta), E (elevata) ed Ee (elevatissima) in modo da poterle rappresentare cartograficamente in una forma comprensibile a tutti e che permetta una valutazione comparativa standardizzata tra zone diverse.

Inoltre la scelta di suddividere in 6 classi di vulnerabilità l’intero intervallo è stata dettata anche dalla necessità di poter confrontare i 6 gradi di vulnerabilità ottenuti con il Metodo-base GNDCI-CNR previsto dalla normativa (metodo di zonazione per aree omogenee) con altrettanti intervalli definiti dall’Indice SINTACS.

SINTACS prevede che la vulnerabilità venga definita per elementi areali di dimensioni compatibili con l’accuratezza e la distribuzione dei dati; in particolare la dimensione degli EFQ (Elementi Finiti Quadrati) può variare in funzione di tre fattori fondamentali:

          densità dei punti di rilevamento per l’unità di superficie;

          numero di informazioni ottenibili per ciascun punto;

          denominatore di scala alla quale si intende realizzare la carta finale.